Liquidi sigaretta elettronica e contrassegno di stato: tutte le novità

Contrassegno dello Stato sui liquidi per sigaretta elettronica

Tassello fiscale sui liquidi per sigaretta elettronica: a che punto siamo?

Hai presente il tassello fiscale che viene applicato sui prodotti sui quali gravano delle accise? Intendo quel bollino che avrai visto migliaia di volte ‘appiccicato’ sui tappi degli alcolici e sui pacchetti di sigarette.

Bene, sappi che da quest’anno lo vedrai sempre (o quasi) anche sulle confezioni di liquidi per lo svapo.

Se sei stato attento all’evoluzione della normativa sui liquidi per sigarette elettroniche, potresti aver sentito parlare di questa possibilità da svariati mesi, ma con l’arrivo del 2022 è diventato ufficiale.

Vuoi saperne di più su questo tema? Ti racconto tutto quello che devi sapere nel seguente articolo.

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Contrassegno di stato sugli e-liquid: ecco cosa dice la nuova legge di bilancio

La legge di bilancio per il 2022 ha introdotto alcune novità nel mondo dello svapo.

Quella di maggior rilievo è l’aumento della tassa sui liquidi per sigaretta elettronica, ma in questo articolo intendiamo parlare di un altra misura presa contestualmente, ovvero il divieto di vendita di liquidi per sigaretta elettronica privi del contrassegno fiscale, quel tassello che i fumatori di bionde hanno imparato a conoscere molto bene. Insomma, i PLI (prodotti liquidi da inalazione) diventano a tutti gli effetti Monopolio di Stato.

In realtà questa norma non ha fatto altro che confermare ciò che era stato già deciso fin dal 1 settembre 2021, e che aveva creato un problema: cosa fare con gli e-liquid sprovvisti del tassello ancora presenti nei magazzini e nei negozi per lo svapo?

Ecco la risposta: il legislatore ha imposto che quelli conservati nei depositi fiscali (tradotto: i prodotti destinati alla vendita all’ingrosso) dovessero essere immediatamente distrutti. Per quanto riguarda i PLI privi di contrassegno destinati ai consumatori, invece, sarebbero potuti essere venduti liberamente fino al 31 dicembre del 2021.

In sintesi, a partire dal 1 gennaio 2022 tutti i liquidi per sigaretta elettronica devono avere obbligatoriamente il tassello fiscale.

Decisione del Tar

Il ricorso di Smooke France: com’è andata a finire?

Se sei un vaper particolarmente attento agli aggiornamenti in materia di normativa sui liquidi per sigaretta elettronica, è probabile che fossi già a conoscenza dell’aggiornamento che ti ho dato nel paragrafo precedente, e forse sai anche che ha fatto notizia la decisione dell’azienda Smooke France di far ricorso al Tar del Lazio contro la decisione di distruggere i liquidi senza contrassegno.

Beh, sai com’è andata? Inizialmente l’udienza è stata fissata per il dicembre 2021, ma per via di una svista della cancelleria, è stata spostata al mese successivo.

Un brutto colpo per la Smooke, perché il provvedimento contro il quale ha fatto ricorso è entrato pienamente in vigore proprio il 1 gennaio del 2022! Fortunatamente il tribunale ha permesso all’azienda di continuare a conservare gli e-liquid sprovvisti del sigillo fiscale in attesa dell’esito del procedimento, a patto che fossero custoditi separatamente dalla merce destinata alla vendita al dettaglio.

Finalmente, l’udienza si è tenuta il 12 gennaio e la decisione del Tar è stata la seguente: la decisione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), confermata dalla Legge di Bilancio per il 2022, con la quale è stato imposto l’obbligo della distruzione dei PLI sprovvisti di tassello fiscale, è stata annullata.

Dunque i liquidi per sigaretta elettronica senza contrassegno ancora in circolazione potranno essere venduti senza infrangere alcuna legge.

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In conclusione

Adesso sai qual è la situazione in materia di contrassegno fiscale sui liquidi per sigaretta elettronica.

Come spesso accade anche in altri campi, la normativa e le decisioni dei tribunali si intrecciano tra di loro e contribuiscono ad aumentare l’incertezza dei rivenditori di prodotti per lo svapo: troppe regole poco chiare che vengono modificate in continuazione.

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