La sigaretta elettronica infiamma l’intestino?

La sigaretta elettronica infiamma l'intestino?

Problemi intestinali e sigaretta elettronica: possono essere collegati?

I fastidi all’apparato digerente sono comuni nei fumatori: è un fatto noto a tutti coloro che consumano abitualmente le sigarette tradizionali ed è stato accertato numerose volte dalla ricerca scientifica.

Alcuni vaper, però, lamentano dei fastidi molto simili, soprattutto se sono ex fumatori e hanno messo da parte le bionde da poco tempo.

Come possiamo spiegarci questo fatto?

Anche le sigarette elettroniche hanno un impatto negativo o, forse, questi sintomi sono legati per lo più agli effetti del tabacco che continuano a farsi sentire anche dopo avere smesso di consumarlo?

Cerchiamo di rispondere a queste domande nel seguente articolo.

Tavola anatomica che raffigura l'apparato digerente

Gli effetti della nicotina sulla motilità intestinale

I fumatori conoscono bene gli effetti della sigaretta sull’apparato digerente: è noto che la nicotina, assieme a tanti altri fenomeni di cui è responsabile, aumenta anche la motilità intestinale.

Non c’è bisogno di approfondire questo tema nel presente articolo: una eventuale spiegazione scientifica dettagliata sarebbe noiosa per il lettore. Basti sapere che la nicotina stimola eccessivamente l’attività dell’intestino e, di conseguenza, aumenta l’incidenza di disturbi come la colite.

Nella maggior parte dei casi le sigarette elettroniche vengono utilizzate con liquidi che contengono questa molecola: d’altronde, spesso abbiamo affermato che le e-cig dovrebbero essere considerate uno strumento da usare provvisoriamente quando si smette di fumare in modo da liberarsi gradualmente dalla dipendenza da nicotina e, nel contempo, ridurre i danni causati dal consumo di tabacco.

Se tutto questo è vero, non c’è motivo di utilizzare una sigaretta elettronica senza questa sostanza, no?

Ad ogni modo, poiché gli e-liquid contengono quasi sempre nicotina, è logico pensare che le e-cig possano alterare l’attività intestinale al pari delle bionde. E, in parte, questo è vero.

Tuttavia, non bisogna trascurare il fatto che i disturbi provocati dalle sigarette tradizionali all’intestino, comprese le infiammazioni di questo tratto dell’apparato digerente, sono causati anche da tante altre sostanze presenti nel fumo delle bionde, ma assenti nel vapore dei dispositivi per lo svapo.

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Perché il pericolo del fumo va oltre la nicotina

La combustione del tabacco produce migliaia di sostanze tossiche per l’organismo, molte delle quali possono danneggiare il sistema digerente.

A livello dell’intestino, queste molecole attaccano i villi, delle piccole protuberanze che hanno il compito di assorbire i nutrienti contenuti nel cibo, compromettendo la loro funzionalità. Inoltre, alterano gravemente la flora batterica presente in questo organo, provocando la proliferazione incontrollata di microrganismi pericolosi.

Di conseguenza, non deve sorprendere il fatto che nei fumatori l’incidenza di numerose patologie enteriche, tra le quali i tumori dell’intestino, sia notevolmente superiore rispetto a chi non consuma sigarette.

Le e-cig, invece, non funzionano attraverso la combustione: pertanto, non producono le migliaia di tossine tipiche delle bionde e non alterano significativamente la flora batterica intestinale. A dimostrarlo è stato uno studio effettuato da ricercatori appartenenti a importanti università anglosassoni.

Ricercatrice che riempe delle fiale durante uno studio scientifico

Secondo la scienza la sigaretta elettronica non compromette la flora intestinale

La ricerca alla quale abbiamo accennato in chiusura del paragrafo precedente è stata eseguita da un team di studiosi appartenenti a diverse università prestigiose, tra le quali il Baylor College of Medicine di Houston e la Newcastle University.

È stata condotta su 30 soggetti dei quali 10 fumatori, 10 non fumatori e 10 vaper ai quali sono stati prelevati dei campioni di materiale biologico eseguendo dei prelievi salivari e dei tamponi buccali e rettali. L’obiettivo dei ricercatori era verificare qual è l’impatto delle sigarette tradizionali e di quelle elettroniche sulla flora batterica della mucosa della bocca e dell’intestino.

L’esame dei campioni salivari ha avuto un risultato sorprendente: non sono state rilevate differenze sostanziali tra i campioni prelevati dai diversi gruppi. In sostanza, nonostante i danni causati dal fumo alla mucosa della bocca siano noti già da tempo, non sembra che le sigarette tradizionali siano in grado di alterare in maniera rilevante la flora batterica.

Per quanto riguarda i tamponi buccali e quelli rettali, invece, i risultati sono stati diversi e hanno evidenziato delle notevoli differenze tra i non fumatori e i fumatori. In particolare, la flora batterica di questi ultimi è risultata largamente compromessa rispetto a quella di coloro che non consumavano sigarette tradizionali, caratterizzandosi per la proliferazione di microrganismi patogeni come la Prevotella.

Tra i non fumatori e i vaper, invece, non sono emerse differenze sostanziali.

Di conseguenza, i ricercatori hanno concluso che le sigarette elettroniche non sembrano avere la capacità di alterare la flora batterica orale e, soprattutto, intestinale.

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In conclusione

In questo articolo abbiamo esaminato brevemente gli effetti della sigaretta elettronica sull’intestino.

Da una parte, è vero che le e-cig possono influire sulla funzionalità di questo organo a causa del contenuto in nicotina degli e-liquid. Se analizziamo questi dispositivi comparandoli alle sigarette tradizionali, però, emerge una profonda differenza: le bionde sono estremamente dannose per l’intestino e ne compromettono in maniera grave la flora batterica. I dispositivi per lo svapo, invece, hanno un impatto nettamente inferiore come dimostrato dagli studi condotti in merito.

In sintesi, abbiamo raccolto i dati necessari per ribadire un concetto espresso a più riprese sul nostro blog: lo svapo è un’alternativa più sicura rispetto alle sigarette tradizionali e rappresenta un valido strumento per tutti i tabagisti che desiderano ridurre i rischi per la salute ai quali sono esposti.

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