Studio USA: nessuna relazione tra e-cig e Covid-19

Studio americano sulla e-cig

Stai cercando di capire se esiste una reale correlazione tra l’utilizzo di sigarette elettroniche ed un maggiore rischio di contrarre il Covid-19? Ti spieghiamo perché puoi svapare tranquillo!

Sono molti gli articoli scientifici che nell’ultimo periodo hanno cercato di scoprire se esista una relazione tra il fumo e il Covid-19, alcuni di questi studi trattano l’argomento anche in relazione all’utilizzo della sigaretta elettronica.

A fare luce sulla questione, ci ha pensato uno studio condotto negli USA e successivamente pubblicato su SAGE Journal dal titolo: “Electronic Cigarette Use Is Not Associated with COVID-19 Diagnosis”.

Vediamo allora cosa affermano gli scienziati e perché si può escludere che l’utilizzo delle e-cig faciliti l’infezione da SARS-CoV-2.

E-cig e Covid-19: in cosa consiste lo studio scientifico

Lo scopo dello studio svolto in America nel 2020 punta a verificare l’ipotesi per la quale l’utilizzo delle sigarette elettroniche possa essere messo in relazione a una maggiore possibilità di contrarre l’infezione da Coronavirus.

Vediamo perciò cosa hanno fatto gli scienziati, e come sono arrivati ad affermare che non esiste alcuna relazione tra l’uso delle e-cig e il Covid-19.

scritta Covid-19 e correlazione con la sigaretta elettronica

I pazienti analizzati presso la Mayo Clinic di Rochestere, nello stato di New York, sono stati in tutto quasi 70 mila. L’età media dei partecipanti era di circa 50 anni, il 68% di essi era di sesso femminile e oltre il 10% di loro fumatori o svapatori.

L’osservazione dei pazienti è durata più di un anno e gli scienziati hanno monitorato lo stato di salute di ognuno di loro registrando parallelamente le abitudini relative al fumo e all’utilizzo delle sigarette elettroniche.

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Le conclusioni dello studio USA affermano la non correlazione tra sigarette elettroniche e Covid-19

Lo studio ha rivelato che non esiste una relazione evidente tra l’uso delle e-cigarettes e l’infezione da SARS-CoV-2.

Solamente il 5,1% dei pazienti è risultato positivo al virus, escludendo statisticamente una maggiore predisposizione all’infezione delle vie respiratorie se si fa uso quotidiano della sigaretta elettronica.

Si è evidenziato anche che la nicotina non aumenta la possibilità di contrarre il Covid-19, mentre, come noto, le altre sostanze prodotte dalla combustione del tabacco possono essere dannose per l’organismo in generale, ma anch’esse non sembrano aumentare il rischio di infezione.

Gli studiosi della Mayo Clinic hanno dichiarato che i risultati di questo studio fanno luce sugli aspetti positivi dell’utilizzo delle e-cig rispetto alle sigarette tradizionali e hanno intrapreso ulteriori ricerche per cercare di dimostrare come l’uso della sigaretta elettronica possa, in definitiva, moderare gli effetti negativi del Covid-19.

Sigarette elettroniche e Covid-19: altri studi inerenti

Lo studio scientifico condotto in America dalla Mayo Clinic è solamente uno dei molti approfondimenti che la ricerca scientifica ha svolto sul tema.

Anche il “Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da Fumo dell’Università di Catania” ha valutato se l’attività dello svapo possa favorire la diffusione delle particelle virali da Coronavirus.

Nello specifico, lo studio Italiano sta cercando di comprendere se con l’inalazione e l’espirazione dei liquidi per sigaretta elettronica vaporizzati sia plausibile attendersi una maggiore emissione del virus, nel caso in cui chi svapa sia contagioso.

Questo studio si concentra, quindi, sul ruolo delle attività respiratorie nella trasmissione del virus, in modo da adottare strategie di contrasto della diffusione dell’infezione e la conseguente epidemia.

ragazzo che svapa durante la pandemia del Coronavirus

Il ruolo della nicotina come possibile alleato contro il Covid-19

Lo stesso “Centro di Ricerca dell’Università degli Studi di Catania” ha condotto un altro studio, concluso con una pubblicazione sul tema: l’assunzione di nicotina derivata dall’utilizzo di sigarette elettroniche, potrebbe avere un’azione protettiva rispetto alla possibilità di contrarre il Coronavirus.

Sebbene la stessa unità di ricerca ha affermato che sono necessari ulteriori approfondimenti, sembrerebbe che la nicotina possa limitare la ricezione del virus da parte delle cellule epiteliali, tramite un complesso meccanismo relativo al recettore dell’enzima ACE-2.

Pare, quindi, che i meccanismi molecolari dei soggetti fumatori possano limitare l’ingresso del virus SARS-CoV-2 nelle cellule, chiudendo metaforicamente “le porte” al virus e aumentando la protezione per tutto l’organismo.

Inoltre, si sta cercando di capire se il fumo e lo svapo possano risultare nocivi al virus stesso, limitandone la proliferazione nell’apparato respiratorio.

Il direttore del Centro di ricerca, il Prof. Giovanni Li Volti, spiega però che queste ricerche necessitano di ulteriori approfondimenti oltre che ulteriori prove sperimentali e che, per chi presenta già delle patologie associate al fumo, il decorso dell’infezione da Covid-19 resta comunque più difficile che per pazienti sani e non fumatori.

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Per concludere

Come hai potuto leggere, è difficile che svapare possa comportare una maggiore vulnerabilità nei confronti del Covid-19. La scienza, infatti, sta dimostrando che non esiste alcuna correlazione con la malattia che ha causato la pandemia e l’utilizzo della sigaretta elettronica.

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