La vera storia della sigaretta elettronica: dai primi esperimenti ad oggi

La vera storia della sigaretta elettronica | Terpy

Modificato il: 14/05/2024

L’evoluzione della sigaretta elettronica: come è cambiato nel tempo il mondo dello svapo

È piuttosto comune che i detrattori del vaping dichiarino apertamente che le sigarette elettroniche sono state inventate dalle compagnie del tabacco per rendere i giovani schiavi della nicotina e indurli a comprare le sigarette tradizionali.

In realtà, però, le Big Tobacco Company non hanno avuto assolutamente nulla a che fare con la nascita delle e-cig, anzi, per anni le hanno ignorate o hanno cercato di farle bandire (e lo fanno ancora oggi).

La verità è che le sigarette elettroniche sono state inventate da persone che volevano smettere di fumare e avevano come obiettivo quello di aiutare i fumatori a smettere di consumare le bionde.

Da quando è stata lanciata sul mercato, la sigaretta elettronica ha attraversato varie fasi. Ora, dopo quasi 20 anni di storia alle spalle, il vaping è sempre meno una pratica di nicchia e sempre più una pratica diffusa, specialmente tra chi vi si avvicina nel tentativo di smettere di fumare. Il merito della crescita del settore vaping, però, è soprattutto dei cambiamenti che hanno trasformato i primi modelli base in dispositivi efficienti e performanti.

Insomma, la storia di questo dispositivo è piuttosto complessa, ma molto, molto affascinante. Per questo, abbiamo deciso di raccontartela nel seguente articolo, senza lasciarci sfuggire la possibilità di stupirti parlandoti di alcuni dei gusti per e-liquid più strani di sempre!

L’evoluzione della sigaretta elettronica

La prima sigaretta elettronica: un’idea (troppo) avanti per i tempi

Hai letto il titolo e sai già che la prima sigaretta elettronica è stata sviluppata in Cina, giusto? Sbagliato!

In realtà, il primo dispositivo elettronico per lo svapo è stato messo a punto negli Stati Uniti!

Non sentirti ingannato: adesso ti spiego tutto nel dettaglio.

Nel 1963, l’americano Herbert A. Gilbert fece domanda di brevetto per la sua ‘sigaretta senza fumo e senza tabacco’, e la sua richiesta venne accolta nel 1965. Questa invenzione funzionava con liquidi senza nicotina, ma produceva un vapore aromatizzato che avrebbe dovuto sostituire sostituire il fumo delle bionde.

Gilbert realizzò diversi prototipi, ma non c’era un vero interesse commerciale nei confronti di questo strumento innovativo: d’altronde, non si sentiva ancora la necessità di trovare un’alternativa meno dannosa alle sigarette tradizionali. La comunità scientifica aveva appena iniziato a evidenziare i danni causati dal fumo, e l’opinione pubblica non era ancora conscia della nocività del tabacco.

Nessuno si preoccupava seriamente dei rischi per la salute.

Inoltre, l’invenzione di Gilbert aveva dei problemi tecnici che non potevano essere risolti con la tecnologia degli anni ’60: era alimentata a batteria, ma quelle ricaricabili allora disponibili erano molto costose e ingombranti. Nemmeno quelle convenzionali erano un’alternativa valida, in quanto non potevano accumulare una quantità di energia sufficiente a far funzionare i prototipi dell’inventore americano.

Insomma, la prima sigaretta elettronica era davvero avanti per i tempi di allora, anche troppo! Un classico esempio di idea giusta arrivata nel momento sbagliato.

Ecco perché l’avveniristica invenzione di Gilbert è finita nel dimenticatoio per ben 40 anni.

Leggi anche: In presenza di quali allergie è sconsigliato l’utilizzo della sigaretta elettronica? Facciamo chiarezza

Ruyan: il marchio che ha portato la sigaretta elettronica in tutto il mondo

Arriviamo, quindi, al farmacista cinese che ha ripreso in mano l’idea di Gilbert decine di anni dopo: Hon Lik.

Quest’uomo era un fumatore accanito e, avendo perso il padre a causa di un tumore, decise che era il momento di liberarsi dal vizio delle sigarette. In passato aveva provato a superare la dipendenza con i cerotti alla nicotina, ma, come tante altre persone, scoprì che questi dispositivi non erano particolarmente efficaci.

Per questo motivo, iniziò a sperimentare un sistema di vaporizzazione, testando vari liquidi per trovarne uno che potesse replicare la sensazione di inalare il fumo di tabacco. Alla fine, scelse il glicole propilenico, un comune additivo alimentare non tossico che ancora oggi costituisce uno degli ingredienti principali degli e-liquid assieme alla glicerina vegetale.

Il primo prototipo di vaporizzatore era piuttosto ingombrante: il passo successivo doveva essere quello di trasformarlo in un dispositivo pratico che potesse effettivamente essere utilizzato da chiunque. Per sua fortuna, Lik aveva un grande vantaggio rispetto a Gilbert: nei primi anni 2000 erano ormai comuni le batterie al litio, economiche e ad alta capacità, utilizzate per alimentare una marea di strumenti come i cellulari e i computer portatili.

Questo particolare fece la differenza tra la sua invenzione e quella dell’inventore americano: grazie alla tecnologia disponibile nel 2001, nacque la prima sigaretta elettronica.

Il brevetto di Hon Lik fu depositato nel 2005 e la sua invenzione fu commercializzata dalla società Golden Dragon con il marchio Ruyan (che significa “simile al fumo”). La sigaretta elettronica ebbe subito un grande successo in Cina e poi si diffuse anche in Europa e negli Stati Uniti.

Dal vecchio modello alle e-cig di ultima generazione: quante differenze

Oggigiorno esistono modelli di sigaretta elettronica dalle forme e dalle funzioni più disparate e i liquidi da svapo hanno raggiunto un livello qualitativo altissimo, ma nei primi tempi le cose andavano diversamente. L’esordio della sigaretta elettronica, infatti, non è stato dei più idilliaci poiché le vape pen di prima generazione avevano una resa aromatica tutt’altro che soddisfacente. Inoltre, capitava sovente che gocce di liquido finissero nella bocca del malcapitato vaper di turno.

Insomma, dopo un’iniziale curiosità, molte persone finirono per abbandonare questa nuova pratica e riprendere in mano la sigaretta analogica. Tuttavia, poiché dagli errori si impara, le aziende produttrici iniziarono a perfezionare i dispositivi e creare modelli meno rudimentali introducendo nuove tecnologie e sistemi. Ad esempio, a partire dal 2007 si iniziarono a vedere miglioramenti nel sistema di rilascio dei liquidi per la sigaretta elettronica verso le coil (le resistenze elettriche), come il cartomizzatore prima e il cleromizzatore poi.

Nel 2009, poi, David Yunqiang Xiu brevettò un nuovo sistema di vaporizzazione basato sulla resistenza termica. Questo metodo consisteva nell’utilizzare una resistenza elettrica che riscaldava il liquido fino a farlo evaporare ed era più economico, più potente e più versatile, in quanto permetteva di regolare la temperatura, la potenza e la quantità di vapore prodotto. Inoltre, apriva la strada alla creazione di liquidi con diversi aromi, concentrazioni di nicotina e rapporti tra glicole propilenico e glicerina vegetale.

Nel secondo decennio del nuovo millennio le e-cig iniziarono ad assumere un aspetto diverso da quello classico a forma di penna; tale necessità fu dovuta all’aggiunta di componenti nuovi ma i produttori approfittarono della situazione per curare maggiormente l’estetica. È in questo periodo, in concomitanza con la nascita delle prime box mod, che il vaping ha iniziato a spiccare il volo in Italia.

I vaper britannici Umar e Tariq Sheikh, ad esempio, ne hanno migliorato il design di base a tre pezzi (cartuccia, atomizzatore e batteria) combinando la cartuccia e l’atomizzatore, e creando il primo ‘cartomizzatore’. Le mod amate dalla maggior parte degli svapatori di oggi e citate in precedenza, invece, sono nate grazie a Matt e Ted Rogers, anche loro inglesi, che ne hanno sviluppato il primo prototipo.

Da allora, sono stati sperimentati decine di altri miglioramenti, che a volte sono rimasti relegati nel ruolo di semplici dispositivi per hobbisti, altre volte, invece, hanno avuto un successo clamoroso e sono entrati nel mainstream.

Insomma, l’ampia scelta che abbiamo oggi tra numerose sigarette elettroniche adatte per tantissimi tipi diversi di utilizzo, la dobbiamo allo sforzo corale di diversi individui che, a partire dagli anni ’60, si sono ingegnati per trovare un’alternativa meno dannosa alle malefiche bionde.

Con il trascorrere degli anni il livello di personalizzazione, ma soprattutto di resa aromatica e funzionamento, si è alzato notevolmente; non a caso le e-cig moderne registrano sempre meno problemi di perdita, vengono realizzate con materiali resistenti, sono dotate di sistemi smart di ricarica dei liquidi e consentono ai vaper di impostare svariati parametri (uno su tutti, il wattaggio) per rendere unica ogni svapata.

Al di là dei dispositivi, rispetto agli inizi sono cambiati tantissimo anche i prodotti per lo svapo: gli aromi per sigaretta elettronica, ad esempio, sono sempre più di qualità e la scelta è ormai estremamente varia (anche troppo, come vedremo più avanti!).

Box Mod vista da vicino | Terpy

Sigarette elettroniche sotto accusa: cosa è successo negli USA nel 2019

Il successo delle sigarette elettroniche ne ha determinato una crescente popolarità che, però, è stata messa fortemente in discussione a causa di un importante fatto di cronaca accaduto negli Stati Uniti.

Nel 2019, è stato segnalato un aumento di casi di polmonite grave in persone che avevano fatto uso di sigarette elettroniche. E non si è trattato di pochi casi isolati. Se ben ricordi, infatti (se ne è parlato diffusamente anche nelle reti nazionali), in totale, nel 2019, sono stati segnalati oltre 2.800 casi di polmonite grave e 68 decessi legati all’uso di sigarette elettroniche.

Dopo queste segnalazioni, molte autorità sanitarie negli Stati Uniti hanno iniziato a mettere in guardia la popolazione sulle potenziali conseguenze per la salute dell’uso prodotti per lo svapo e ha preso il via una vera e propria ondata di panico nei confronti delle e-cig che ha rapidamente superato i confini degli USA.

Ma la verità, con il tempo, è emersa e ad oggi possiamo dire che la sigaretta elettronica è stata totalmente scagionata.

La maggior parte dei casi di malattia e morte, infatti, sono stati collegati all’uso di liquidi infusi con THC, il principio attivo della marijuana. Questi liquidi, spesso venduti illegalmente o preparati artigianalmente, contenevano una sostanza chimica chiamata acetato di vitamina E, usata per renderli più densi e viscosi. Il problema è che questa molecola, una volta inalata, si deposita nei polmoni e ne compromette la funzione, causando infiammazione, tosse, difficoltà respiratorie e infezioni.

Questa è stata la conclusione a cui è arrivato il CDC (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie) dopo aver analizzato i campioni di liquidi e i tessuti polmonari dei pazienti colpiti. Pertanto, le autorità statunitensi hanno raccomandato di non usare prodotti per lo svapo contenenti THC o acetato di vitamina E, e di acquistare solo articoli legali e certificati da fonti affidabili.

Insomma, la morale della favola è: se utilizzate con liquidi prodotti secondo alti standard di qualità, le sigarette elettroniche non costituiscono un grave rischio per la salute e, fino ad oggi, ancora nessun decesso può essere collegato direttamente con l’uso corretto di questi dispositivi.

Le e-cig del futuro: cosa possiamo aspettarci

L’utilizzo della e-cig per tentare di smettere di fumare sta crescendo a dismisura: decine di milioni di fumatori in tutto il mondo hanno raggiunto l’obiettivo di abbandonare il tabagismo grazie a questo strumento, e i continui miglioramenti che si sono succeduti negli anni hanno senz’altro influito su questo trend.

Dal momento che più si va avanti più la tecnologia brucia i tempi, c’è da aspettarsi che i progressi a cui abbiamo assistito finora siano nulla in confronto a quelli che vedremo nei prossimi anni. Indubbiamente un’attenzione maggiore verso questo settore da parte delle istituzioni potrebbe velocizzare ulteriormente lo sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi prodotti per lo svapo. È questo ciò che si augurano le aziende del settore e i sostenitori della e-cig, anche perché a beneficiarne sarebbero milioni di fumatori che potrebbero contare su dispositivi sempre più efficienti e sicuri.

Leggi anche: Dry hit e sigaretta elettronica: perché succede e come evitare le famose ‘steccate’

I liquidi per sigaretta elettronica più strani della storia

I vaper più esperti sanno bene che esistono tantissimi gusti diversi di liquidi per sigaretta elettronica. Ci sono quelli classici, come il tabacco, la menta o la frutta, ma anche quelli più originali e creativi, come quelli alla crema pasticcera, oppure panna e fragole o, ancora, al bayleys (fantastico!).

Ma nel corso della variegata storia della sigaretta elettronica nel sono stati inventati anche altri, davvero strani e bizzarri.

Bacon

Se amate la colazione all’americana e non potete fare a meno del profumo di pancetta fritta al mattino, forse questo liquido fa per voi. O forse no, perché, diciamocelo chiaramente, il bacon sul piatto è una cosa, nel vapore delle nostre e-cig è un’altra.

Ad ogni modo, i vaper più votati alla sperimentazione potrebbero apprezzare questo curioso gusto, magari in abbinamento con altri aromi in grado di attenuarne il forte sapore.

Non è chiaro se sia stato creato per scherzo o per soddisfare i palati più esigenti, ma di sicuro è uno dei liquidi più strani in circolazione.

Formaggio

Un altro liquido salato che non lascia indifferenti è quello al formaggio, anzi, quelli al formaggio. Sul mercato, infatti, esistono diverse varianti, come cheddar, mozzarella o parmigiano, ma tutte hanno in comune il fatto di essere molto intense e persistenti.

Questi liquidi sono consigliati solo ai veri amanti del formaggio, perché potrebbero risultare nauseanti per chi non apprezza questo alimento o, comunque, per chi ha un olfatto delicato. Inoltre si sconsiglia di svaparli quando ci si trova vicino ad altre persone: sicuramente non vorrete inondare le loro narici del forte aroma dei vostri formaggi preferiti, giusto?

Pizza

Ebbene sì, esistono liquidi che cercano di riprodurre il sapore della pizza margherita, con pomodoro, mozzarella e basilico. Ai lettori scoprire se riescono davvero in questo compito. Ovviamente non si avvicinano alla vera pizza, ma potrebbero rivelarsi una bella sorpresa per chi li assaggia. O, più probabilmente, un totale affronto al nostro orgoglio culinario di buoni italiani!

Popcorn

Per gli amanti del cinema e delle serie tv, i liquidi ai popcorn potrebbero costituire una scelta attraente. Hanno esattamente il sapore di questi snack appena fatti, con una nota di burro e di caramello.

Fantastico, vero?

Beh, il problema è che, per riprodurre il gusto di questo e altri cibi simili, talvolta nei liquidi per sigaretta elettronica viene inserito il diacetile, una molecola che, se inalata, causa la bronchiolite obliterante. Si tratta di una patologia nota, per l’appunto, come malattia del popcorn, in quanto inizialmente venne identificata nei lavoratori delle fabbriche che producevano questo snack che erano esposti al diacetile.

Per questo motivo tale sostanza è stata bandita in numerosi Paesi, ma esistono alcuni produttori di liquidi per lo svapo che continuano a utilizzarlo. Pertanto ti consigliamo di fare estrema attenzione se decidi di acquistare e-liquid ai popcorn e di rivolgerti solo a rivenditori qualificati e affidabili.

Boccale di birra fresca | Terpy

Birra

Cosa c’è di meglio di una bella bionda con gli amici?

No, non quella tutta curve, e nemmeno quelle malefiche sigarette con tutte le loro sostanze nocive. Mi riferisco alla birra, fresca, dissetante e gustosa. Una bevanda così popolare che c’è chi ha pensato di creare dei liquidi per sigaretta elettronica che ne riproducono il sapore.

Gli e-liquid agli alcolici non sono una novità. In precedenza abbiamo citato il gusto bayleys, ma ce ne sono tanti altri interessanti e perfettamente adatti allo svapo. La birra, però, è una assoluta novità che potrebbe far storcere il naso ai vaper più tradizionalisti. Ma, chissà, potrebbe rappresentare una felice scoperta per chi ne ha abbastanza dei soliti gusti.

In conclusione

Abbiamo spiegato qual è la storia della nascita della sigaretta elettronica.

Come hai potuto leggere, nonostante la paternità del primo dispositivo venga solitamente accreditata a Hon Lik, c’è stato un altro inventore che ha avuto un ruolo fondamentale per la creazione della e-cig: l’americano Herbert Gilbert.

Ad ogni modo, come ti ho spiegato dietro la nascita della sigaretta elettronica c’era la volontà di creare un’alternativa alle bionde in grado di diminuire i danni provocati dal fumo di tabacco. Adesso che sai questo, la prossima volta che qualcuno dice che le e-cig sono state inventate a seguito di un complotto delle Big Tobacco Company, puoi spiegargli perché si sbaglia.

E, magari, potete concludere la vostra conversazione facendovi due risate mentre gli racconti dei liquidi più strani mai inventati!

Se anche tu utilizzi la sigaretta elettronica, prima di salutarti ti invito a fare un salto sul nostro shop di prodotti per vaper: tra e-liquid e aromi svapo, troverai tantissimi articoli di qualità per goderti al massimo le tue sessioni di svapo!

Ti aspettiamo su Terpy!

Take Aways

  • La sigaretta elettronica non è stata inventata dalle compagnie del tabacco, ma da persone che volevano smettere di fumare e aiutare gli altri a farlo.
  • La prima sigaretta elettronica fu ideata nel 1963 da Herbert A. Gilbert negli Stati Uniti, ma non ebbe successo a causa di problemi tecnologici e mancanza di interesse commerciale.
  • Hon Lik, un farmacista cinese, riprese l’idea di Gilbert e creò la prima sigaretta elettronica pratica nel 2001 grazie alla tecnologia delle batterie al litio.
  • Il brevetto di Hon Lik fu depositato nel 2005 e la sua invenzione fu commercializzata dalla società Golden Dragon con il marchio Ruyan.
  • Nel corso degli anni, la sigaretta elettronica ha subito molte evoluzioni e miglioramenti tecnologici, diventando sempre più efficiente e performante, fino a diventare una valida alternativa alle sigarette tradizionali.
  • Nel 2019, negli Stati Uniti sono stati segnalati oltre 2.800 casi di polmonite grave e 68 decessi legati all’uso di sigarette elettroniche, ma la maggior parte di questi casi è stata collegata all’uso di liquidi contenenti THC, il principio attivo della marijuana, e non all’uso di sigarette elettroniche tradizionali.
  • L’acetato di vitamina E, una sostanza chimica utilizzata per rendere i liquidi per lo svapo più densi e viscosi, è stata identificata come la causa principale di questi casi di polmonite grave, poiché una volta inalata si deposita nei polmoni e ne compromette la funzione.
  • Le autorità sanitarie negli Stati Uniti hanno raccomandato di non utilizzare prodotti per lo svapo contenenti THC o con acetato di vitamina E, e di acquistare solo articoli legali e certificati da fonti affidabili.
  • Se utilizzate con liquidi prodotti secondo alti standard di qualità, le sigarette elettroniche non costituiscono un grave rischio per la salute e ancora nessun decesso può essere collegato direttamente con l’uso corretto di questi dispositivi.
  • È importante che gli utenti di sigarette elettroniche acquistino solo prodotti certificati da fonti affidabili e rispettino le raccomandazioni delle autorità sanitarie per minimizzare i rischi per la salute.
  • L’utilizzo della sigaretta elettronica per smettere di fumare è in costante crescita e i continui miglioramenti tecnologici hanno influenzato positivamente questa tendenza.
  • Nuove tecnologie e nuovi prodotti per lo svapo sempre più efficienti e sicuri potrebbero essere disponibili in futuro, a beneficio dei milioni di fumatori che potrebbero utilizzarli per smettere di fumare.

Domande e Risposte

Chi ha inventato la sigaretta elettronica?

La sigaretta elettronica è stata inventata dal farmacista cinese Hon Lik nel 2001, ma l’idea di una sigaretta senza fumo e senza tabacco risale al 1963, quando l’americano Herbert A. Gilbert brevettò un dispositivo simile.

Come si sono evolute le sigarette elettroniche nel tempo?

Nel corso degli anni sono diventate più avanzate, offrendo una maggiore durata della batteria, controlli della temperatura, potenza regolabile e nuovi materiali per migliorare il sapore e la durata della bobina. Inoltre, sono stati sviluppati liquidi con una vasta gamma di aromi e livelli di nicotina per soddisfare i gusti individuali. Ultimamente, alcune sigarette elettroniche offrono funzionalità smart, come la connessione Bluetooth e il monitoraggio dell’uso.

Quali sono state le cause dei casi di polmonite grave negli USA legati alle sigarette elettroniche?

La maggior parte dei casi di malattia e morte sono stati collegati all’uso di liquidi infusi con THC, il principio attivo della marijuana, contenenti una sostanza chimica chiamata acetato di vitamina E, usata per renderli più densi e viscosi. Questa molecola, una volta inalata, si deposita nei polmoni e ne compromette la funzione, causando infiammazione, tosse, difficoltà respiratorie e infezioni.