Liquido CBD sigaretta elettronica: recensioni e pareri di chi lo utilizza

cbd sigaretta elettronica recensioni e opinioni

Recensioni sui liquidi svapo al CBD.

La sigaretta elettronica è oramai diventata l’alternativa per eccellenza alla classica sigaretta, tanto che i liquidi svapo sono tra i prodotti più venduti sul mercato.

Chi usa la e-Cig è, in media, il fumatore che vuole diminuire la dipendenza da nicotina. Ci sono svapatori che infatti iniziano da liquidi sigaretta elettronica contenenti dosi elevate di nicotina, per poi calare lentamente verso quelli privi della sostanza alcaloide. 

Certo, in una sigaretta non è solo la nicotina a causare seri danni alla salute, purtroppo l’aspirazione del fumatore crea una combustione della carta che avvolge il tabacco, la quale è costituita da sostanze altamente tossiche, soprattutto se bruciate.

La e-cigarette, all’opposto, non brucia alcuna carta ma tramite un meccanismo elettronico vaporizza le sostanze al suo interno, creando una nube di vapore acqueo.

I liquidi svapo presenti sul mercato sono numerosi e variegati, possono infatti contenere diverse percentuali di nicotina, non contenerne affatto, avere il gusto di tabacco, vaniglia, fragola e via dicendo.

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È vero però che esiste una percentuale di svapatori che non hanno mai fumato sigarette tradizionali, sigari o pipe e che, per pura curiosità, si è voluta avvicinare a questo mondo, iniziando ad acquistare e utilizzare diversi prodotti.

Tra le novità immesse nel mercato, spiccano i liquidi al cannabidiolo (CBD) che sembrano essere stati apprezzati da numerosi vaper.

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Liquidi al CBD: effetti e pareri degli svapatori

Quando si consuma un liquido con cbd, al suo interno possono essere presenti concentrazioni più o meno alte di cannabidiolo, mentre devono essere minime quelle di tetraidrocannabinolo, per assicurare l’assenza di effetti psicoattivi sui consumatori e anche la sua legalità.

Non essendo psicotropo, il cdb sembrerebbe consumabile in serenità e sembra che possieda diverse caratteristiche positive, riconosciute a livello medico e scientifico anche se non tutti gli studi riguardo al CBD sono terminati. Andiamo a vedere quali:

  • Antiepilettiche; 
  • Antispasmodiche;
  • Anticonvulsivanti;
  • Utile per contrastare stati di stress o depressione;
  • Antinfiammatorie;
  • Antibatteriche;
  • Analgesiche.

Inoltre sembrerebbe che l’unico effetto collaterale appurato sia che l’assunzione di cbd comporti sonnolenza, come molti medicinali da banco presenti nelle farmacie (basti pensare agli antistaminici o ai cortisonici).

Ma quello che meglio può attestare l’esperienza dello svapo con un liquido al cbd, è senza dubbio l’opinione del consumatore. Per questo abbiamo cercato di fare “un’analisi di mercato” sulle recensioni rilasciate dai consumatori e su questa tipologia di prodotti.

Online è infatti possibile trovare numerose testimonianze di persone che hanno iniziato a fare uso di liquido al cbd, sperando, ad esempio, di alleviare dei disturbi lievi e moderati. Ecco alcuni loro commenti lasciati appositamente in anonimo per rispettarne la privacy: 

– “Mi sento meno ansiosa e ho visto che la pelle è meno secca” 

– “Sento i muscoli meno rigidi e mi sembra che mi faccia meno male la spalla”

– “Con uso sistematico la sera dopo cena aiuta un po’ per i dolori cronici tipo ernie alla schiena”

– “Dormo meglio ultimamente, ma come posso essere sicuro che sia il CBD il responsabile di questi miglioramenti?”

Ovviamente si tratta di pareri derivanti da diversi prodotti e diverse dosi di CBD, principio attivo derivato piante di cannabis non certo un farmaco, per questo è naturale che le recensioni siano molto diverse tra loro.

Ci sono poi quegli utenti che decidono di provare il prodotto per pura curiosità, come alternativa al tabacco o per i motivi più disparati:

– “Sono stato travolto da un’irrefrenabile desiderio di tornare alle sensazioni dell’adolescenza…”

– “Prima di andare a letto comunque conciliano il sonno.”

– “E’ una cosa molto blanda, come prendere la valeriana, aiuta ma non è una cosa così evidente.” 

In effetti le dosi di cbd presenti nei liquidi per e-cig sono solitamente moderate. Inoltre la situazione sulla modalità del consumo non è ancora stata chiarita in Italia, anche se la vendita di liquidi CBD non è espressamente vietata.

Per finire ci sono quella cerchia di persone che desiderano provare il prodotto perché consumatori abituali di cannabis sativa, e che rilasciano recensioni o commenti sul sapore e la qualità del liquido svapato. Alcuni ritengono che il sapore non sia somigliante alla pianta originale, altri ne rimangono pienamente soddisfatti:

– “Io ne ho provato uno con un retrogusto troppo dolce”

– “A me è piaciuto, certo non ha lo stesso identico sapore di quello legale fumato normalmente”

È da tenere in considerazione una componete fortemente soggettiva nel leggere le recensioni web degli svapatori. Le opinioni espresse sui prodotti che si acquistano, compresi i liquidi con o senza cbd, sono ovviamente la libera espressione delle proprie idee, quindi spetta al singolo decidere se farne tesoro o meno.

In linea generale abbiamo notato una buona percentuale di persone che si sono ritenute soddisfatte dell’acquisto, chi perché ha potuto riscontrare un’efficacia nella cura di disturbi fisici, chi perché ne ha apprezzato semplicemente il sapore e la qualità dello svapo.

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Le opinioni scientifiche sul CBD

Non è una novità che negli ultimi anni, molte ricerche internazionali in campo medico abbiano dimostrato l’efficacia curativa del cannabidiolo, sia sotto forma di estratto diretto dalla cannabis sativa sia come concentrato.

Bisogna anche dire che nelle reazioni al cbd non esiste una risposta univoca. Tanto dipende da come il corpo di una persona reagisce alla sostanza, discorso che ovviamente può valere per qualunque cosa, dal prodotto erboristico alla somministrazione di terapie farmacologiche.

Quello che però è interessante notare è come, da qualche tempo a questa parte, alcuni farmaci messi in commercio contengano piccoli livelli di cbd.

Fu la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) a pubblicare uno studio che attestava la non pericolosità del cannabidiolo e che quest’ultimo non poteva essere ritenuto sostanza stupefacente, ma in Italia non è ancora stato espresso un parere definitivo, a differenza di molti altri stati europei.