I liquidi per sigaretta elettronica con CBD sono ammessi in aereo? Questo ciò che devi sapere a riguardo

I liquidi per sigaretta elettronica con CBD sono ammessi in aereo?

Modificato il: 20/05/2024

Liquidi sigaretta elettronica al CBD in aereo: tutto ciò che devi sapere a riguardo

Quando si viaggia, in particolar modo se prendiamo un aereo, è necessario prestare attenzione alle norme che regolano l’imbarco di oggetti e bagagli. Le norme non dipendono solo dalla compagna di volo scelta, ma anche dal luogo di partenza e destinazione. Liquidi sigaretta elettronica, marijuana light e CBD possono in questo senso essere considerati prodotti ai quali è bene destinare la massima attenzione.

Le maggiori restrizioni riguardano i bagagli a mano, che non possono contenere oggetti taglienti, sostanze infiammabili o tossiche e liquidi che superano le quantità indicate dalla compagnia. I liquidi (anche i liquidi svapo) devono essere contenuti all’interno di boccette da 100 ml massimo, e messi in sacchetti trasparenti.

Due domande sorgono dunque spontanee: i liquidi sigaretta elettronica sono ammessi in aereo? E quelli che contengono CBD?

In generale le sigarette elettroniche sono ammesse sui voli di linea, ma per quanto riguarda il trasporto delle ricariche contenenti cannabidiolo, ovvero CBD, è necessario fare un po’ di chiarezza.

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Viaggiare in aereo con liquidi al CBD

Dal momento che la questione italiana, sull’utilizzo di liquidi svapo contenenti CBD, non presenta ancora una legislazione chiara, è bene sapere che prendere un volo nazionale o internazionale potrebbe attirare spiacevoli controlli.

Questo non significa che ne sia espressamente vietato il trasporto, o che si rischi di andare incontro a un arresto con conseguenze legali ma, certamente, chi viaggia deve prestare attenzione alle leggi che vigono nei paesi di imbarco e sbarco.

Se decidiamo di raggiungere una meta usando l’aereo e vogliamo portare con noi un liquido da svapo contenente CBD, è bene sapere che ci sono nazioni decisamente più tolleranti di altre riguardo il possesso di simili sostanze.

Aereo in fase di atterraggio | Terpy

 

Anche se il CBD è una sostanza che non possiede proprietà psicoattive, e dunque illegali, la presenza di tetraidrocannabinolo all’interno della cannabis, ovvero di THC, fa sì che lo status giuridico sulla canapa sativa presenti posizioni diverse e a tratti controverse in tutto il mondo.

Il THC è infatti la sostanza psicoattiva, contenuta nella pianta di canapa in quantità variabili, che causa l’alterazione dello stato psico-fisico della persona, e quindi di uso illegale. Nella nostra sezione e-shop, è possibile trovare diversi liquidi per sigarette elettroniche e mettere a confronto i nostri liquidi e i numerosi terpeni di cannabis legali per i quali è consentita la vendita.

In Italia stiamo ancora aspettando una chiara regolamentazione che permetta di capire entro quali limiti sia possibile vendere e consumare le sigarette elettroniche con liquidi al CBD. L’attesa è dovuta a un contrasto giuridico interno: il decreto emesso dalla Corte di Cassazione nel maggio 2019 è in contrasto con la Legge 242 entrata in vigore nel 2017.

A tal proposito, la legge n. 242 del 2016, entrata in vigore nel 2017, prevedeva di:

  1. Sostenere la coltivazione della filiera della canapa, dalla cui infiorescenza si ricava la sostanza non psicoattiva del CBD;
  2. Definire la tipologia di canapa sativa industriale per registrarne le quantità prodotte e smerciate; 
  3. Regolamentare la concentrazione del THC all’interno della pianta, considerato legale se inferiore allo 0,2% fino a un massimo dello 0,6%.
  4. Promuoverne la produzione e la vendita.

Ma ecco di seguito ciò che è stato sentenziato dalla Corte di Cassazione lo scorso 30 Maggio 2019:

“Integrano il reato previsto dal Testo unico sulle droghe (articolo 73, commi 1 e 4, dpr 309/1990) le condotte di cessione, di vendita, e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa light, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante”

La quale dunque stabilirebbe che in Italia non è più ammessa la vendita della cannabis sativa e del metabolita CBD, se presenta anche una irrilevante percentuale di principio psicotropo.

Voli internazionali e normative sul trasporto di liquidi al CBD

Come è risaputo, negli ultimi anni, i livelli di sicurezza aereoportuale e in generale tutti quelli legati ai trasporti hanno subito delle forti modifiche e limitazioni, a causa dei tragici eventi accaduti nel settembre del 2001 (attentato alle Torri gemelle). 

Il Dipartimento dei trasporti americano ha di conseguenza costituito la sezione Transportation Security Administration, conosciuta con l’acronimo TSA, un’agenzia di governo creata per ottimizzare il controllo degli ambienti aeroportuali.

Dopo di loro, sono stati numerosi gli Stati che, su scala mondiale, hanno inasprito i controlli relativi a tutte linee di volo.

Oblò di un aereo in volo | Terpy

Per quanto riguarda il delicato argomento della legalità o illegalità del possesso di cannabis sativa, nel 2019 il TSA americano sembra aver deciso di ritenere illegale il possesso di questa sostanza, ma anche in questo caso, come in Italia, la questione è ancora da chiarire.

La legge americana al riguardo, presenta delle idiosincrasie: con l’ordinamento agricolo del 2018, la canapa industriale e il CBD erano state ritenute legali. Tale legalità riguardava solo i prodotti contenenti CBD e non quelli contenenti THC in certe percentuali. 

Per tornare, dunque, alla questione della sigaretta elettronica con liquido al CBD, è chiaro che nulla di definitivo è mai stato emanato.

Ricordiamoci che l’amministrazione per la sicurezza dei mezzi di trasporto ha come priorità quella di rilevare e eliminare potenziali minacce per equipaggi e passeggeri. Non è certo il caso di un liquido al cannabidiolo. L’attenzione della sicurezza si concentra su armi bianche, da fuoco e chimiche.

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Le precauzioni per viaggiare serenamente con un liquido da svapo al CBD

In linea di massima è quindi possibile portare sui voli di linea la sigaretta elettronica, anche nel proprio bagaglio a mano, poiché le parti che la compongono non sono ritenute pericolose per la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio.

Dopo aver effettuato il check-in, è comunque buona norma presentare il vaporizzatore ai controlli di dogana, come qualsiasi dispositivo elettronico.

Per quanto riguarda le ricariche liquide delle e-cigarette, se non superano la quantità indicate, non si corre alcun rischio. 

Nel caso in cui la ricarica è a base di CBD, meglio tenerla sigillata nella confezione originale, in questo modo non si dovrebbe essere soggetti alle verifiche sulla sicurezza aeroportuale e quindi riuscire a fare il viaggio, in massima tranquillità.

È inoltre possibile fare una scelta diversa, ma certamente più sicura: alcune aziende di liquidi per e-cig danno la possibilità di acquistare prodotti online e farli recapitare dove il cliente preferisce, l’importante è segnalare un indirizzo preciso.