Cos’è un cleromizzatore e come funziona?

Tutte le caratteristiche dei cleromizzatori e perché sono i modelli di atomizzatore più popolari

A volte i dialoghi tra vaper sono totalmente incomprensibili: il loro gergo è ricco di termini totalmente sconosciuti a chi non conosce il mondo dello svapo, e sentirli parlare può fare lo stesso effetto di assistere alla comunicazione tra due persone che parlano arabo. Non ci si capisce niente!

Un tipico esempio è il termine ‘cleromizzatore‘ che indica un particolare modello di dispositivo per lo svapo. I vaper sanno benissimo di cosa si tratta, ma chi non ha mai preso in mano una sigaretta elettronica potrebbe non avere assolutamente idea del significato di questa parola.

Ti stai chiedendo anche tu cos’è il cleromizzatore? Ti spiego tutto nel seguente articolo.

Due cleromizzatori colorati

Il cleromizzatore: l’atomizzatore con tank trasparente che tutti conosciamo

Il cleromizzatore non è altro che un atomizzatore che possiede un serbatoio trasparente. Questo termine deriva dall’inglese ‘clearomizer’, la cui radice (clear) sta per l’appunto a indicare che il tank è trasparente. È la tipologia più diffusa tra tutte: tanto è vero che, nella maggior parte dei casi, chi immagina un atomizzatore pensa esattamente a un cleromizzatore.

Di norma include una resistenza a testine, di quelle intercambiabili, che puoi sostituire svitandole direttamente dalla base del serbatoio. Quest’ultima è costituita da una bobina di filo metallico e uno stoppino di cotone che assorbe il liquido per sigaretta elettronica.

I cleromizzatori possono essere progettati per lo svapo da polmone o da guancia. I primi possiedono una resistenza che, nella maggior parte dei casi, è inferiore a 1 Ohm ed è costruita in modo da produrre grandi quantità di vapore. Queste coil vanno utilizzate a wattaggi alti, talvolta superiori ai 60/70 W. I cleromizzatori da guancia, invece, possiedono resistenze che partono almeno da 1 Ohm e necessitano di meno potenza rispetto alle precedenti. Nella maggior parte dei casi si suggerisce di non superare i 20 W.

In commercio esistono anche modelli che sono una via di mezzo tra le tipologie precedenti. In sostanza, sono progettati per essere utilizzati con un tiro più arioso di quello da guancia, ma non tale da poter essere considerato a tutti gli effetti un tiro da polmone.

Perché il cleromizzatore è il modello di atomizzatore più diffuso?

Il cleromizzatore è così popolare grazie alla sua semplicità di utilizzo. Per riempire il serbatoio esistono diverse modalità (tutte molto pratiche) che variano in base al modello: in alcuni di essi il liquido viene inserito dal basso, svitando la base ed esponendo un foro apposito. Nella maggior parte dei casi, però, il caricamento avviene dall’alto rimuovendo il cappuccio su cui è inserito il drip tip, o svitandolo oppure facendolo scorrere.

Il serbatoio trasparente permette anche di verificare costantemente se la resistenza è usurata o se, invece, può essere utilizzata ancora. In caso la bobina sia troppo incrostata, o il cotone bruciato, infatti, il liquido contenuto nel tank potrebbe iniziare ad assumere un colore più scuro rispetto al normale. In questo caso, grazie al vetrino trasparente il vaper potrebbe accorgersene subito, intervenendo con la sostituzione della resistenza che, essendo a testine, può essere rimossa in modo estremamente semplice.

Naturalmente, come tutti gli atomizzatori anche il cleromizzatore necessita di essere avvitato su di una box dotata di batteria per poter essere utilizzato.

Cleromizzatore avvitato a una batteria ricaricabile

Perché i cleromizzatori sono il dispositivo ideale anche per chi ha appena iniziato a svapare

Spesso per i vaper alle prime armi si tende a suggerire l’utilizzo di dispositivi semplici, possibilmente con cartucce usa e getta in modo da abituarsi gradualmente alla nuova esperienza.

Per quanto simili consigli possano sembrare sensati, in realtà a nostro parere chi inizia a svapare dovrebbe puntare direttamente sui cleromizzatori, soprattutto se ha come obiettivo principale quello di liberarsi dalla dipendenza da nicotina.

Il motivo è semplice: superare il vizio del fumo è un’impresa molto difficile. Le sigarette elettroniche si sono dimostrate un ottimo strumento per aiutare chi vuole compiere questo passo, ma la loro efficacia dipende dalla volontà dell’ex fumatore di resistere alla tentazione di accendersi una bionda nel periodo iniziale, quando si sta ancora abituando ai dispositivi per lo svapo.

E uno dei fattori più importanti per superare questo momento critico è trovare la giusta combinazione tra dispositivo e liquido per sigaretta elettronica in modo da avere un’esperienza soddisfacente. In caso contrario, il novello vaper potrebbe facilmente convincersi che lo svapo non fa per lui e che la scelta migliore sia riprendere a fumare.

Purtroppo, le sigarette elettroniche con cartuccia usa e getta, per quanto semplici da utilizzare non danno piena libertà di personalizzazione e offrono scarse alternative in merito al gusto del liquido contenuto nella cartuccia stessa. Per questo motivo chi le utilizza è a rischio di rimanere insoddisfatto e di abbandonare lo svapo. I cleromizzatori, invece, possono essere caricati con qualsiasi tipo di e-liquid, perfino con quelli fai da te e permettono al vaper di personalizzare al massimo la propria esperienza e di trovare facilmente la quadra per gustarsi al massimo la propria e-cig.

Leggi anche: Alternativa alla sigaretta tradizionale: qual è la migliore per superare con successo la dipendenza dalla nicotina?

In conclusione

In questo articolo abbiamo spiegato cos’è un cleromizzatore, come funziona, quali sono le caratteristiche che lo rendono così popolare e perché rappresenta la scelta più indicata anche per i vaper che sono alle prime armi, specialmente se hanno deciso di iniziare a svapare per superare il vizio del fumo.

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