Dove si può svapare in Italia e dove, invece, è vietato

dove si può svapare

Tutti i posti in cui è permesso e in cui è vietato svapare.

L’utilizzo della sigaretta elettronica ormai accomuna tantissimi ex fumatori, i quali usano questo dispositivo per smettere di fumare e abbandonare, gradualmente, anche la nicotina. C’è però un problema che accomuna gran parte dei vaper in Italia: non sapere dove si può svapare e dove è vietato utilizzare l’e-cig!

La confusione è tanta, soprattutto perché non è chiaro se i divieti per le normali sigarette comprendano anche quelli per i device elettronici.

Con l’obiettivo di fare chiarezza a riguardo, noi di Terpy (negozio online di e-cigarette e liquidi svapo) abbiamo deciso di stilare un approfondimento sui posti in cui si può usare l’e-cigarette e su quelli in cui non è permesso.

Immaginiamo che anche tu, come tanti altri vaper, abbia bisogno di delucidazioni a riguardo… Dunque preparati a scoprire esattamente dove puoi svapare e dove, invece, rischieresti di commettere un illecito!

Ecco dove si può svapare per quanto riguarda il territorio italiano

persona che svapa in un luogo aperto

Come per tanti altri aspetti della nostra vita, anche nel caso dello svapo i diversi Stati adottano misure differenti. Ad esempio, in alcune parti del mondo (come la Thailandia) la sigaretta elettronica è completamente bandita, mentre in altri Paesi (come il Giappone) vigono importanti restrizioni sull’uso di liquidi per sigaretta elettronica con nicotina, il cui utilizzo è vietato.

In Italia non abbiamo imposizioni così ferree, ma esistono comunque delle normative che regolano la composizione dei liquidi svapo, il massimo dosaggio di nicotina liquida e, tra le altre cose, anche i luoghi in cui si può e non si può svapare.

Nello specifico, puoi usare la sigaretta elettronica in ogni luogo pubblico in cui non vige il divieto di svapo, tra cui:

  • qualsiasi luogo all’aperto, salvo particolari disposizioni
  • cinema
  • teatri
  • ristoranti
  • pub
  • bar
  • centri commerciali
  • uffici

E tantissimi altri posti.

Attenzione, però: i proprietari o i gestori dei locali possono decidere di affiggere un cartello che proibisce l’uso della sigaretta elettronica, cartello molto simile al classico “Vietato fumare”.

Inoltre sta anche al tuo buonsenso evitare di usare l’e-cigarette in posti chiusi (ad esempio in ristorante, mentre le persone mangiano…) e in presenza di persone fragili come bambini, anziani e donne in stato di gravidanza.

Anche se in alcuni posti non è previsto il divieto di svapo, sta a te valutare bene quando sia il caso di farlo e quando non lo sia e, nel dubbio, chiedere ai lavoratori o ai proprietari di un determinato luogo pubblico.

Oltretutto devi prestare molta attenzione ai posti in cui è vietato, per legge, usare la sigaretta elettronica.

Leggi anche: Cosa vuol dire svapare e perché è la miglior soluzione per smettere di fumare

Dove è vietato svapare in Italia?

Dall’iniziale diffusione delle sigarette elettroniche e fino al 2013, la legge italiana paragonava il vapore al fumo di sigaretta, applicando alle e-cig le stesse restrizioni dedicate alla tutela della salute dei non fumatori.

L’errore è stato compreso solo nel 2013, quando i deputati hanno depennato le disposizioni in materia e studiato un emendamento completamente dedicato all’uso dell’e-cigarette nei luoghi pubblici, senza accostarla al tabacco.

Tale emendamento, il 4.25, impone il divieto di svapo nei seguenti luoghi:

  • Istituti educativi di istruzione e formazione, sia statali che paritari
  • Centri di formazione professionale
  • Ospedali e strutture sanitarie in generale
  • Centri per l’impiego
  • Comunità di recupero
  • Istituti penali per minori (carceri minorili)

Nei luoghi pubblici non compresi nell’emendamento 4.25, l’eventuale divieto di utilizzo dell’e-cig dipende dagli esercenti e dai gestori, i quali possono decidere se affiggere o meno il cartello di divieto di svapo.

cartello da affiggere dove è vietato svapare

I servizi di trasporto pubblico sono tra i primi che hanno abbracciato questa possibilità, applicando (quasi tutti) gli stessi divieti del fumo all’uso della sigaretta elettronica.

Mezzi di trasporto pubblico e divieto di svapo: come funziona?

Come ti abbiamo anticipato, gran parte dei gestori dei mezzi di trasporto pubblico hanno vietato l’utilizzo della sigaretta elettronica sui mezzi.

Ad esempio, numerose imprese ferroviarie, metropolitane e di autobus non consentono alle persone di svapare a bordo dei propri mezzi di trasporto, specialmente quelli in cui il ricambio d’aria risulta estremamente difficile.

Le compagnie navali riservano agli svapatori le stesse aree dei fumatori, mentre in aereo è severamente proibito utilizzare le sigarette elettroniche (e vigono disposizioni ben precise anche sul vero e proprio trasporto dei dispositivi).

Leggi anche: Sigaretta elettronica in aereo: ecco ciò che devi sapere

Ma cosa succede se, magari non sapendo dove si può svapare, si infrange il divieto?

Cosa succede se violi il divieto di utilizzo della sigaretta elettronica?

La proibizione di utilizzare la sigaretta elettronica in alcuni luoghi, sia in quelli espressi dalla legge che nei locali chiusi che esplicitano questo divieto, comporta gli stessi dettami della legge 11 novembre 1975, n. 584, “Divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico” e successive modificazioni.

Nello specifico, se infrangi questa legge sei soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria che va dai 25 ai 250 euro, il cui valore raddoppia nel caso in cui la trasgressione si compia in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di bambini fino ai 12 anni.

Ma, più che pensare al denaro che potresti perdere, siamo sicuri che ti affiderai al tuo buonsenso e che userai la sigaretta elettronica solo nei luoghi in cui sia consentito farlo 🙂